“SOTTO LE STELLE”: L’ALBERGO DIFFUSO CHE NASCE DAL DESIDERIO DI UN SIGNORE SCOZZESE DI RISCOPRIRE DELLE SUE ORIGINI ITALIANE

Sono stata a Picinisco, un piccolo e bellissimo borgo di origine medioevale in provincia di Frosinone, collocato a metà strada tra Roma e Napoli, e ho avuto il piacere di alloggiare in un Albergo Diffuso: “SOTTO LE STELLE”.

Cosa è un Albergo Diffuso?

L’albergo diffuso è un modo originale di offrire un servizio alberghiero basandolo sulla collaborazione tra le diverse strutture del territorio, garantendo così un servizio completo senza creare una struttura apposita che raccolga in un unico edificio sia la ristorazione che il vitto. La sua particolarità è proprio quella di essere composto da una serie di appartamenti dislocati all’interno di un centro storico e di collaborare con le attività locali vicine per il servizio di ristorazione.

Nasce in Carnia in seguito al terremoto del 6 Maggio 1976 e dalla principale necessità di valorizzare le case che venivano ristrutturate. Attualmente è considerato un modello di sviluppo turistico territoriale rispettoso dell’ambiente circostante e sostenibile con la finalità di valorizzare i borghi e i luoghi che probabilmente, ma ingiustamente, risultano meno conosciuti di altri. 

In pochi anni l’esperienza dell’albergo diffuso si espande in altre regioni, come Emilia Romagna, Marche, Sardegna, Lazio, Molise fino ad oggi che risulta presente praticamente in tutta Italia.

Ogni regione ha stabilito i propri criteri e requisiti su cui valutare la possibilità di entrare a fare parte della rete degli alberghi diffusi, anche se poco si discostano da i generali che sono basati su la presenza di:

–          Una struttura alberghiera gestita in forma professionale

–          Unità abitative dislocate nel centro storico

–          Servizi comuni (bar, punto di ristoro…)

–          Una comunità attiva

–          Distanza ragionevole degli stabili

–          Un ambiente autentico – integrazione con la realtà locale sia sociale che culturale

COME NASCE “SOTTO LE STELLE”?

La storia della nascita di questa struttura raccoglie in sé qualcosa di nostalgico e allo stesso tempo magico.

Il proprietario, Cesidio, è un signore Scozzese il cui padre Johnny era nato nel borgo dei I Ciacca e i nonni, Cesidio e Marietta, avevano lasciato Picinisco all’inizio del XX secolo insieme ad altri famigliari per emigrare in Scozia. Lo stesso Cesidio ha sempre ricordato con nostalgia il primo viaggio fatto da bambino insieme alla nonna  alla scoperta di quel borgo che conservava le sue radici, tanto da inserire la stessa Picinisco tra le mete del suo viaggio di nozze.

E’ stato proprio durante questo viaggio, in compagnia della moglie, che è riuscito a guardare lo stesso borgo non più con gli occhi di un bambino di 7 anni, ma con quelli di un adulto consapevole e capace di percepire fino infondo la bellezza che si celava, e si cela, in questo angolo di Italia.

Nasce così in lui la voglia e il desiderio di riappropriarsi di quei luoghi che gli ricordavano le sue origini italiane e che racchiudevano la storia della sua famiglia, due cose di cui lui era sempre stato affascinato e decide di investire nell’acquisto di proprietà che lo potessero tenere legato al borgo in modo concreto.

Solo successivamente penserà di trasformare la struttura acquistata in un punto di accoglienza per i turisti e solo successivamente penserà di entrare a far parte della catena degli alberghi diffusi, appoggiando la stessa filosofia su cui si basa l’albergo diffuso, quella di appoggiare iniziative mirate a creare opportunità e sostenere il lavoro delle attività locali.

L’edificio che ospita gli appartamenti è un ex palazzo vescovile ed situato sulla via principale. Una delle caratteristiche dell’albergo diffuso è proprio quella di mettere a disposizione dei turisti la possibilità di alloggiare in vere e proprie case e/o palazzi progettati per essere abitazioni. La reception, invece è dislocata all’ingresso del centro storico nei pressi della piazza, sotto la porta di ingresso del borgo.

I diversi locali, collocati all’interno dell’ex palazzo vescovile, sono tutte suites di lusso estremamente curate anche nei più piccoli particolari e comprendono 1, 2 o 3 camere da letto. Vantano balconi privati dove è possibile organizzare colazioni, aperitivi o cene e un giardino comune che si raggiunge tramite un percorso interno-esterno dai singoli appartamenti e che alterna terrazze pavimentate ad aree verdi regalando una bellissima visuale sulla valle di Comino.

Ogni suites ha un nome proprio: Gli Scrittori, I Modelli, I Pastori, I Viaggiatori, La Casa dell’Abate, Le Rondini, che ne richiama l’ambientazione e l’arredamento al suo interno.

A disposizione dei clienti c’è sempre una persona di riferimento per tutto il periodo di pernottamento e che si occupa tra le altre cose di organizzare:

·         tour guidati

·         trasferimenti privati da e per Picinisco

·         consegna di pasti e spesa in suite

·         servizio di lavanderia

·         servizio di baby sitter 

Cesidio non manca occasione per ribadire la sua passione per questo borgo e per la storia famigliare che lo ha spinto ad arrivarci, tanto che tra i vari servizi offre la possibilità di ritrovare le proprie origini tramite un servizio curato da un addetto certificato in grado di ricreare il proprio albero genealogico.

I CIACCA – UN AGRITURISMO A SUPPORTO DELL’ALBERGO 

Il sig. Cesidio però non si è fermato all’Albergo di lusso nel borgo e ha deciso di recuperare un luogo che in origine era costituito dall’aggregamento di più case, appartenenti a diversi proprietari, tra cui anche la casa di famiglia e che nell’ultimo secolo era rimasto praticamente abbandonato,  creandone uno spazio unico dove far nascere il suo agriturismo.

L’esigenza primaria forse era quella di avere uno spazio dove occuparsi dello stoccaggio e dell’imbottigliamento (fatto al momento) dell’olio prodotto dai suoi ulivi, della lavorazione del miele e soprattutto della produzione del vino: il Maturano bianco. La famiglia I CIACCA dal 2012 ha cominciato un vero processo di ripopolamento di questo vitigno autoctono che in passato ha anche rischiato l’estinzione. Il nome scelto per la commercializzazione di questo prodotto non a caso è “Nostalgia” e nell’etichetta sulla bottiglia è riprodotta una foto di famiglia originale, dove è presente, tra gli altri, il nonno.

L’Azienda Agricola I CIACCA rimane dislocata leggermente fuori dal centro del borgo ed è immersa in un grande spazio verde circondato da i terreni di proprietà, il cui contesto crea un ambiente famigliare, e forse meno formale dell’albergo, a disposizione dei propri clienti.

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