BENSO: IL LOCALE NATO DALL’ INCONTRO DI TRE DIVERSE REALTA’ FORLIVESI.

E’ circondato dal verde, ma rimane comunque nel cuore della città ed è collocato in un angolo di piazza Cavour, una posizione che ne ha deciso il nome: Benso.

Non è un bar, né un ristorante, né un locale per aperitivi, ma è un ambiente che racchiude tutte e 3 queste situazioni assieme.

Poco più di 32 coperti, una vetrata che ne delimita il perimetro e che da un senso di continuità con l’esterno. Una cucina a vista. Una cura maniacale per i dettagli.

E’ questo il frutto dell’incontro tra tre realtà forlivesi: Don Abbondio, Big Bar e La Locanda Appenino, molto diverse da loro, ma in un certo modo complementari.

BENSO E’:

Maicol, l’anima creativa del gruppo, colui che crea e mantiene contatti, la persona che pensa e mette in pratica, ma poi che ci ripensa e stravolge la pratica. Una mente sempre in movimento, che con entusiasmo e adrenalina coinvolge gli altre due soci.

Nasce al Big Bar, nel vero senso della parola, se si pensa che il suo battesimo è stato proprio organizzato all’interno del locale di famiglia. Passa il tempo e senza neppure rendersene conto, diventa un imprenditore con la capacità di instaurare rapporti e collaborazioni con la stessa facilità che si trova nel gestire relazioni tra i clienti del “bar sport” sotto casa. Cresce e con lui vede crescere quel bar di periferia, che negli anni quasi anticipa le mode di città, sia nel servizio che nello stile. Diventa adulto e continua a prendere il lavoro al bar come un gioco, trattando il bar come il suo giocattolo da ragazzino, ma tutto con estrema serietà e determinazione, perché infondo se si vuole vincere, anche mentre si gioca, si deve rimanere estremamente sul pezzo.

BENSO E’:

Simone, l’oste di casa, la persona che ti da il “benvenuto”, ti accoglie e ti accompagna in un certo senso guidandoti alla scoperta di un percorso gastronomico ma anche enologico, considerando la sua grande passione per i vini.

E’ proprio su questa passione, il vino, che Simone mette le radici al Don Abbondio, altro suo locale. L’Osteria Don Abbondio, che un tempo era la famosa Osteria della Trippa, un posto in cui si fermavano i mercanti e i contadini che scendevano dalla collina fino alla città per far colazione, oggi ha conservato il clima di quella semplice osteria, ma in un contesto molto più ricercato. La stessa osteria è un po’ il frutto di una sfida, una sfida vinta e iniziata nel momento in cui padre e figlio, Simone, si sono ritrovati soli nel portare avanti una gestione nata in un modo totalmente differente. La costanza e la determinazione gli hanno dato con il tempo la conferma di non aver sbagliato a credere in quel angolo di cielo posto all’ombra dell’ex convento di San Domenico, oggi nuovo centro museale e fulcro culturale della città.

BENSO E’:

Jacopo, il tecnico, quello che coordina e gestisce l’organizzazione. Viene dalle colline dell’Appenino Forlivese di Predappio, dalla famosa Locanda Appenino, un locale arredato in modo da ricordare il mobilio di una casa e rifinito in dettagli che richiamano fortemente la storia di Predappio, risultando allo stesso tempo un ambiente molto curato ed elegante. E’ lui la parte più concreta del gruppo, non che gli altri due soci pecchino nell’esserlo, ma lui da solo, ne apporta sicuramente la quotazione di maggioranza.

E’ dall’incontro di queste 3 figure che ne è nata una realtà complementare frutto di un giusto ed equilibrato incontro, che da la prova di quanto ogni elemento sia fondamentale.

Trattandosi però di un locale che propone un servizio di ristorazione, un altro tassello fondamentale è dato, per ovvie ragioni, dalla figura dello Chef. I 3 soci hanno così deciso di affidare le chiavi della cucina a Pier Giorgio Parini, un personaggio tutt’altro che anonimo nel settore.

Fermarsi al Benso è come accettare di lasciarsi guidare dall’estro di Pier Giorgio, tra gusti mai scontati e sempre attuali. Accostamenti che a volte osano un po’ portano i commensali a percorrere un viaggio alla ricerca e scoperta di sapori non convenzionali. Vengono quindi proposte portate a base di ingredienti più comuni, accompagnati da sapori e colori che magari non è usuale ritrovarsi nel piatto, ma mai aggressivi.

E’ normale così trovare nel menù: un “Carpaccio di Palla di Neve” a base di rapa bianca, basilico thai, zenzero, capperi e pompelmo o una “Costina alla Tequila sale e limone”, o magari una “Verza al Latte di pesciolino”, dove il profumo non rende la vera giustizia del suo sapore.

In questo modo dalla cucina Benso continua la sua filosofia del:

 “non dare nulla scontato, ma tutto sempre molto equilibrato”

 partendo dall’ambiente che si respira, fino ad arrivare direttamente al cibo che si gusta.


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