5 CAFFETTERIE STORICHE DI TORINO CHE VANTANO OLTRE 100 ANNI DI VITA.

TORINO è indubbiamente una delle città più famose d’Italia. I suoi bellissimi portici, i suoi locali storici ottocenteschi, i suoi palazzi signorili racchiudono in sé tutto il fascino della storia che hanno da raccontare.

Ho deciso quindi di portarvi in 5 delle sue caffetterie storiche che vantano ben 100 anni di vita, ma che risultano sempe molto attuali.

Iniziamo quindi un viaggio che dura da più di un secolo tra questi bar che hanno la peculiarità di essere conosciuti, oltre per che per la loro storia centenaria e il loro fascino intramontabile, anche per una diversa caratteristica particolare: un prodotto tipico o una curiosità.

Partiamo subito dal BICERIN, che oltre ad essere un locale è anche una delle bevande più famose di Torino.

Nel 1856, su progetto dell’architetto Carlo Promis, viene edificato l’attuale palazzo e in questa sede il caffè assume l’elegante forma che oggi possiamo apprezzare: le pareti vengono abbellite con boiseries di legno decorate da specchi e lampade e fanno la loro comparsa i caratteristici tavolini tondi di marmo bianco, il bancone di legno e marmo e le scaffalature per i vasi dei confetti. L’invenzione del bicerin è stata, senza alcun dubbio, la base del successo del locale e, più che invenzione, fu evoluzione della settecentesca bavareisa, una bevanda allora di gran moda che veniva servita in grossi bicchieri e che era fatta di caffè, cioccolato, latte e sciroppo.

http://www.bicerin.it

Difficile non nominare il CAFFE’ MULASSANO e il suo famoso Tramezzino.

Amilcare Mulassano, era titolare anche della rinomata Distilleria Sacco, produttrice del famoso sciroppo di menta. Nel 1907, il locale fu poi trasferito nella più centrale piazza Castello luogo che non ha più lasciato. Nel corso dei primi anni il locale si trasformò in Caffè.
Angela Nebiolo era andata sposa bambina a Detroit, negli Stati Uniti, dove il marito e i cognati gestivano ristoranti e locali notturni. Nel 1925 Angela e Onorino Nebiolo, che nel frattempo avevano avuto due figli, tornarono in Italia con il proposito di gestire un locale tutto loro. In quei mesi la famiglia Mulassano aveva messo in vendita il proprio scrigno prezioso: il caffè Mulassano. Avevano portato con sé dagli States una macchina che tostava il pane: così importarono, per primi a Torino, il toast. Non paghi di questa innovazione, pensarono di utilizzare quel pane morbidissimo, usato per i toast, senza tostatura e con una speciale e più intensa farcitura: fu così che il signor Onorino inventò il tramezzino. Alcuni anni più tardi, Gabriele D’Annunzio gli diede il nome che ora conosciamo: “tramezzino”.

http://www.caffemulassano.com

Passiamo dal BARATTI&MILANO e non priviamoci del suo Cremino.

Fondata nel 1858, Baratti & Milano, fa parte della storia dolciaria italiana. L’alta qualità dei suoi prodotti ottenne fin dalle origini importanti riconoscimenti, tanto da potersi fregiare dello stemma Sabaudo quale “fornitrice della Casa Reale”.
Dalla storica caffetteria nel cuore di Torino, oggi locale storico d’Italia, si sviluppò la sua fama. All’origine della produzione Baratti & Milano, questa fantastica pralina a tre strati da allora chiamata Cremino, è riconosciuta e apprezzata per la delicatezza e la cremosità; accosta armoniosamente il puro cioccolato gianduia alla vellutata e amabile crema alla nocciola “Tonda gentile”. L’originale ricetta dei maestri cioccolatieri fa tesoro di una lunga tradizione pasticcera e regalaun piccolo gioiello di dolcezza e equilibrio.

http://www.barattiemilano.it

Concediamoci un Gelato in un altro storico locale della città: il CAFFE’ FIORIO.

Carlo Alberto di Savoia, ogni mattina, prima delle questioni di Stato, chiedeva che cosa si dicesse al Fiorio, perché era il circolo dei più influenti conservatori, come Prati, Collegno, Balbo, Lisio, Santarosa, per i quali la libertà era una lenta conquista civile a cui bisognava allenare il popolo perché non la sciupasse. Lo frequentarono Cavour, Rattazzi, D’Azeglio. Fu “casa” del povero epigrammista Baratta. Dal 1930, la sala “Il Vagone” ospitò riunioni antifasciste. Sapore sette-ottocentesco; bancone in marmo giallo del 1920 e bussola d’ingresso laterale liberty. Conserva i segreti dei gelati più famosi di Torino, amati da Nietzsche.

http://www.caffefiorio.it

Infine ritroviamoci al CAFFE’ SAN CARLO, famoso per essere stato il primo locale d’Europa ad essere illuminato da lampioni a gas.

Il caffè San Carlo, già nella prima metà dell’ottocento, era pienamente inserito nella grande tradizione caffettiera torinese. Lo frequentavano scapigliati e docenti universitari, giornalisti e scrittori, artisti. Era un salotto intellettuale percorso da forti vene di patriottismo, una delle roccaforti del Risorgimento. Tra i tanti aneddoti che hanno caratterizzato il Caffè, ve n’è uno in particolare: fu il primo locale d’Europa ad essere illuminato a gas.

http://www.sancarlocaffetorino.it

-tutte le foto sono state scaricate dalle pagine ufficiali dei locali menzionati.-

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